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Ministero della Salute

L’iter stabilito dal Ministero della Salute nel protocollo d’intesa del 2015 tra Stato e Regioni prevede il seguente protocollo per la diagnosi di celiachia:

PER GLI ADULTI
    •    esami sierologici
    •    gastroscopia con biopsia di conferma
    •    diagnosi e inizio della dieta senza glutine

IN ETÁ PEDIATRICA
    •    esami sierologici
    •    positività degli anticorpi antitransglutaminasi oltre dieci volte il limite superiore della norma e degli anticorpi anti endomisio
    •    riscontro dei geni predisponenti HLA DQ2 e/o DQ8
    •    diagnosi e inizio della dieta senza glutine
 

Purtroppo però, la celiachia si presenta spesso con una varietà di disturbi e di manifestazioni che riguardano sia l’apparato gastro-intestinale che altri organi, come per esempio, nel caso della dermatite erpetiforme, e non sempre viene diagnosticata con tempestività.

Se è sicuramente semplice e lineare la procedura nel caso si tratti di un paziente sintomatico con familiarità di un celiaco già diagnosticato, in cui viene seguito il protocollo del Ministero, non sempre è così facile arrivare alla diagnosi in altre situazioni. Spesso infatti, la diagnosi avviene per caso, cercando risposte attraverso una gastroscopia effettuata con il sospetto di altre patologie, giungendo invece alla scoperta dell’appiattimento dei villi intestinali e quindi aprendo uno scenario del tutto inaspettato per il paziente.

Altre volte la diagnosi non arriva o purtroppo non arriva mai, perché il paziente ha eliminato il glutine in fase preliminare. Questo accade spesso sotto suggerimento di qualche medico poco esperto sulla patologia, che spinge perché si faccia un tentativo di “eliminazione temporanea” del glutine dalla dieta, e verificare se i disturbi accusati regrediscono.
A quel punto, dopo lunghi periodi di disturbi e sofferenze, se si è tratto giovamento dall’eliminazione del glutine, chi potrà essere disposto a re-introdurlo per completare le indagini necessarie alla diagnosi?
 

È così che ci si trova senza la diagnosi ufficiale di celiachia, senza esenzione per gli esami periodici da fare per monitorare la malattia e le sue eventuali complicanze, senza buoni mensili di contributo per l’acquisto dei prodotti senza glutine!
Ed è per questa ragione che vi suggerisco di non mollare subito, di insistere con il medico a cui vi rivolgerete per completare correttamente l’iter diagnostico e mai, mai eliminare il glutine, senza aver effettuato tutti gli esami previsti per diagnosticare correttamente la celiachia.