È consigliabile controllare l'evoluzione della malattia per evitare l'insorgere di fenomeni di carenze e complicanze, nonché per verificare la compliance alla dieta (stabilire se il celiaco abbia osservato scrupolosamente la dieta aglutinata). In linea di massima, si consigliano le prime visite di controllo a distanza di 3-4 mesi e di 1 anno dalla diagnosi. In seguito, le visite avranno preferibilmente cadenza annuale e si protrarranno per tutta la vita. In tali occasioni verranno svolti:
- Esame obiettivo: peso, altezza, IMC, stato puberale nei bambini, stato di salute generale.
- Consulenza nutrizionale per verificare l’aderenza alla dieta
- Esami di laboratorio: ricerca degli anticorpi anti–tTG (risultati positivi indicano che la dieta senza glutine non è stata seguita in modo sufficientemente rigoroso) ed eventualmente altre analisi a seconda dei disturbi riferiti. In particolare si debbono monitorare i livelli di ferro (emocromo, ferro, ferritina). Qualora si riscontrasse una carenza persistente di ferro può essere compensata con integratori per via orale.
- e gli esami per il rilevamento precoce di malattie autoimmuni esistenti o possibili.
La biopsia intestinale non è un esame che viene effettuato nei controlli di routine della celiachia, ma può essere prescritta in alcuni specifici casi. La biopsia intestinale è necessaria per valutare l’eventuale presenza di celiachia refrattaria in coloro che hanno con sintomi persistenti nonostante la rigida aderenza alla dieta senza glutine. La biopsia inoltre rappresenta l’unico esame possibile per verificare la risposta alla dieta senza glutine nei pazienti con celiachia sieronegativa. Le linee guida consigliano infine di eseguire una biopsia nel corso nel follow-up di pazienti con quadro clinico grave alla diagnosi, specialmente se di età maggiore di 40 anni, dopo almeno 1-2 anni dall’inizio della dieta per valutare la guarigione della mucosa.
Soprattutto nei soggetti a rischio, ovvero coloro che hanno ricevuto una diagnosi tardiva di celiachia specialmente se donne o se d’età maggiore a 55 anni, è necessario anche un controllo per l’osteoporosi attraverso la densitometria ossea.
In caso di aumento di peso notevole, durante il controllo periodico della celiachia verranno effettuati anche esami metabolici di primo grado (colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi, glucosio).
Per i parenti stretti di persone affette da celiachia (figli, sorelle/fratelli, genitori), la predisposizione alla patologia è più alta (di circa il 10%) rispetto alla popolazione generale. È quindi consigliabile che i parenti di primo grado si sottopongano a un’analisi sierologica o una genotipizzazione HLA-DQ2 e HLA-DQ8. Il genotipo indica se la persona sottoposta a esame possiede una predisposizione genetica verso la celiachia oppure no.