Negli Stati Uniti, il paese dove il “gluten free” è diffuso anche come stile di vita, la posizione del Gluten Intolerance Group è identica a quella di AIC Italia. Cynthia Kupper RD, direttore esecutivo del gruppo dice che:
"Durante lo studio del possibile assorbimento del glutine attraverso la pelle, ho parlato con molte organizzazioni di regolamentazione e con persone di ricerca e sviluppo nel settore cosmetico. Sono tutti d’accordo sul fatto che il glutine e tutte le proteine sono troppo grandi per essere assorbiti attraverso la pelle. Pertanto, i prodotti che contengono glutine non devono essere evitati da persone con celiachia e dermatite erpetiforme.Quando si tratta di prodotti etichettati come ipoallergenici, significa semplicemente c è meno probabile che il prodotto causi una reazione allergica.Quindi se si ha una reazione cutanea a un prodotto, si potrebbe associare al glutine, ma in realtà è correlata a qualcos’altro nel prodotto.”
Quindi la parola chiave non è celiachia o sensibilità al glutine, ma allergia, ovvero una reazione immunitaria immediata al contatto con uno specifico ingrediente.
C’è anche da tenere in conto che benchè spesso i prodotti a base di grano o avena o altri cereali, siano usati come additivi nei cosmetici, è molto difficile che venga usato il glutine, ossia il composto che si forma mescolando glutine e gliadine con acqua.
L’olio di germe di grano viene usato per dare idratazione, la vitamina E viene ricavata dal frumento viene usata come antiossidante, l’amido di grano viene usato per addensare, le fibre, soprattutto di avena e crusca possono essere usate per l’esfoliazione: potete trovare questi ingredienti prodotti di bellezza e per il corpo come scrub per il corpo e il viso, shampoo e cosmetici inclusi i rossetti.
In etichetta sono presenti come:
- Triticum vulgare (grano)
- Hordeum vulgare (orzo)
- Secale cereale (segale)
- Avena sativa (avena)
- Wheat germ oil (olio di germe di grano)
- Hydrolyzed wheat protein (proteine del grano idrolizzate)
- Stearyl dimonium hydroxypropyl (proteine del grano idrolizzate)
- Laurdimonium hydroxypropyl (proteine del grano idrolizzate)
- Colloidal oatmeal (avena colloidale)
- Hydrolyzed vegetable protein (può derivare dal grano)
- Dextrin palmitate (amido di grano)
- Vitamin E (spesso deriva da grano)
- Malt extract (spesso deriva da orzo)
- Beta glucan (fpuò derivare dal grano)
- Vegetable protein (può contenete grano, orzo, segale o avena)
Le etichette dei prodotti cosmetici sono, in effetti, un altro rebus: bisognerebbe conoscere tutti i componenti secondo la nomenclatura de INCI, ma in ogni caso il contenuto di glutine nei cosmetici non è chiaro, ovvero le dosi non sono indicate.
In generale però, secondo studi realizzati, le quantità degli ingredienti derivati da grani contenenti glutine utilizzati nella maggior parte dei prodotti è insignificante e per causare una reazione immunitaria collegata alla celiachia, alla dermatite erpetiforme o alla sensibilità al glutine bisognerebbe ingerne una dose massiccia.
Quindi anche “mangiarsi” il rossetto o lo smalto per le unghie non dovrebbe comportare danni immediati, a meno che non si abbia un’allergia a un ingrediente specifico, come il grano o l’avena. In questo caso, anche se la reazione allergica da contatto di un cosmetico è rara, forse è meglio di acquistare i prodotti di bellezza che hanno una dicitura “senza glutine”.
Alcuni recenti studi pubblicati su The Journal of Allergy and Clinical Immunology e PubliMed sulle proteine del grano idrolizzate, che si usano soprattutto nei prodotti per i capelli, stanno verificando che esiste una certa correlazione tra l’uso dei prodotti cosmetici contenenti questo ingredienti e delle reazioni cutanee tipo orticaria o di varia natura e si pensa che il contatto costante con questi allergeni possa poi indurre una intolleranza alimentare.
Si presuppone che le proteine del grano idrolizzate sono delle proteine frammentate, dei peptidi, e quindi sono molecole molto più piccole del glutine e probabilmente l’effetto barriera viene meno o si riduce. Vedremo tra qualche anno quali saranno le conclusioni degli scienziati.
Nel frattempo i cosmetici possono ancora usare la dicitura “senza glutine”, nonostante l’opposizione di AIC e del Giurì dello Iap (istituto di autodisciplina pubblicitaria), secondo l’Antitrust perchè il messaggio non è diretto solo ai celiaci, ma anche a coloro che soffrono di dermatite atopica (che sono il 18% dei bambini e il 5% degli adulti). Per questo soggetti la barriera epidermica è alterata e sono predisposti al rischio avere allergie da contatto, e il glutine può essere una causa. Quindi nel dubbio, il criterio è quello della prudenza e quindi la scritta “gluten free” è utile per chi soffre di dermatite atopica.
In conclusione, celiaci e sensibili al glutine possono usare qualsiasi cosmetico, mentre per chi ha allergie al grano o dermatiti atopiche forse è meglio usare un principio di prudenza e usare prodotti con la dicitura “senza glutine”.
Simonetta