Cos’è la celiachia?

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia autoimmune che viene attivata dal glutine, una proteina presente in frumento, segale, farro, orzo e kamut e la cui assunzione provoca un’infiammazione dell’intestino tenue.

Bastano  piccolissime quantità di cereali contenenti glutine per suscitare disturbi nel tratto gastro-intestinale. Se non si provvede a modificare la dieta, i villi intestinali regrediscono, la mucosa danneggiata dell’intestino tenue non è più in grado di assorbire sufficientemente gli elementi nutritivi e, alla fine, si arriva a una malnutrizione.

Quali sintomi si manifestano?

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I segnali tipici della celiachia sono diarrea, perdita di peso e di energia, addome gonfio, dolori addominali, nausea, perdita di appetito, vomito e, nei bambini, alterazioni della crescita.

A lungo termine possono verificarsi anche conseguenze extraintestinali come ad esempio carenza di ferro con anemia, osteoporosi (fragilità ossea), amenorrea (interruzione delle mestruazioni) o la carenza di vitamine e/o minerali.

Quali forme di celiachia esistono?

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Esistono varie forme cliniche di celiachia. Tutte, da quella sintomatica a  quella classica fino alla subclinica, sono accompagnate da un danneggiamento della mucosa. Nel caso della celiachia potenziale, invece, la biopsia (prelievo di tessuto) della mucosa dell’intestino tenue generalmente non evidenzia lesioni. Molto spesso, la celiachia è anche ereditaria e in caso di familiari di primo grado, la frequenza è del 10 per cento.

In che modo si diagnostica la celiachia?

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La diagnosi di celiachia non è molto semplice in neonati e bambini. Si sviluppa nei primi anni di vita, spesso già dopo lo svezzamento, al momento del passaggio dal latte materno al cibo con glutine. Se non viene scoperta, c’è il rischio di disturbi della crescita e dello sviluppo. I bambini affetti da celiachia di solito hanno una costituzione esile, sono stanchi e apatici.

Tuttavia, la celiachia può comparire a qualunque età. Se c’è un sospetto di celiachia, per prima cosa viene eseguito un esame del sangue. Se si dimostra la presenza di specifici anticorpi (anti-transglutaminasi tissutali IgA e IgG, anti-endomisio IgA e IgG, anti-gliadina IgG), una successiva biopsia dell’intestino tenue darà la certezza.

È molto importante non iniziare a seguire una dieta senza glutine  prima del consulto medico e degli esami del sangue, perché in questo caso gli anticorpi non sarebbero più accertabili  e diventerebbe  impossibile formulare una diagnosi corretta!!!

Come si cura la celiachia?

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Se la biopsia dell’intestino tenue mostra al microscopio le tipiche alterazioni della mucosa, lo specialista prescriverà immediatamente la dieta senza glutine. È necessario rinunciare completamente e per tutta la vita agli alimenti contenenti glutine e questa è anche l’unica terapia efficace. Il cambiamento di alimentazione stesso, comunque, porta generalmente ad un rapido miglioramento. Già poco tempo dopo il passaggio ad un menu privo di glutine, molte persone con la celiachia non presentano più i disturbi e anche la mucosa dell’intestino tenue si rigenera nel corso del tempo.