filiera senza glutine, coltivazione, cereali senza glutine

I coltivatori di Schär: partner di fiducia

I coltivatori di Schär vivono l’agricoltura come una missione senza glutine. Facciamo visita ad Alberto Soldà e Roberto Bocchesein Italia settentrionale.

Dieci oche, dieci anatre, svariati tacchini, galline, fagiani, tre asini, un ricco orto con 140 piante di pomodori, alberi da frutto tutto intorno alla casa e campi di mais a perdita d’occhio, delimitati da fossati. In questa zona rurale della Pianura Padana a Este, a sud di Padova, Alberto Soldà e sua moglie gestiscono la fattoria dei genitori. Qui crescono le loro cinque figlie. “Probabilmente nessuna delle mie ragazze seguirà le orme del nonno e subentrerà nella gestione della fattoria”, ci svela Alberto. Ad ogni modo, chi lo sa: la più giovane già viene a dare una mano quando il papà va nei campi. È per lei, per la generazione dei suoi figli che Alberto si sforza di lavorare i suoi campi di mais nel modo più sostenibile possibile. In questo si affida al suo partner, di cui va molto fiero: Schär, il leader del mercato in tutto ciò che è gluten free. Alberto Soldà e il suo vicino Roberto Bocchese sono ormai da più di otto anni tra i coltivatori a contratto selezionati di Schär. Investono molta energia e impegno personale nella coltivazione di materie prime senza glutine. Este. Sono le 18.30 di una bollente giornata di agosto dell’estate 2017. Il termometro segna ancora più di 30° C. Dal momento della semina, a marzo, qui sono scesi solo 30 mm/m² di pioggia. Joseph Fink, agronomo e collaboratore di Schär, è in visita dai coltivatori di mais nel Veneto per fare un ultimo giro di controlli nei campi ed effettuare qualche misurazione. La mattina seguente si dovrebbe iniziare con il raccolto da Alberto. Joseph è attonito: “L’inverno è stato fin troppo secco, in primavera in molte notti ci sono state delle gelate tardive, in estate non è caduta neanche una goccia di pioggia. Il lungo periodo di siccità e il caldo sono fattori di stress per le piante di mais che diventano più soggette a parassiti e malattie. Considerate le condizioni climatiche estreme, ci aspettavamo alti livelli di micotossine, prodotti metabolici tossici dovuti alle muffe, invece non abbiamo trovato nulla del genere. Contro ogni aspettativa, la qualità è molto buona!”. Alberto ride scherzosamente, senza riuscire a trattenere l’entusiasmo: “Dovreste darci un premio per questo bel mais! Bellissimo! Bellissimo!”.

Il mais ha sete: Ecco perché i coltivatori a contratto di Schär dormono poco la notte…

materie prime senza glutine, cereali senza glutine, grani senza glutine, prodotti senza glutine, filiera senza glutine

I due agricoltori, Alberto e Roberto, potrebbero parlare per ore della qualità delle loro piante. “Sono 45 giorni che dormo pochissime ore a notte. Non voglio perdere di vista il mio mais. Deve essere irrigato mentre è ancora buio. Se vuoi raggiungere una qualità eccellente, devi prenderti cura del tuo mais come se fosse un bambino, poiché non riesce a sopportare nessun fattore di stress. Ogni piccolo errore commesso va a discapito della qualità”, spiega Alberto. “Con Schär abbiamo imparato che il mais ha bisogno di molte attenzioni se si vogliono ottenere dei buoni risultati.” E Roberto parte da lontano a raccontare: “Se il terreno non riesce a fornire abbastanza nutrimento alla pianta, c’è bisogno di una concimazione aggiuntiva. Ogni due anni vengono prelevati campioni di suolo. Queste analisi sono come gli esami del sangue e ci permettono di sapere esattamente di quali nutrienti ha bisogno il nostro terreno. Se la pianta trova pochi nutrienti, entra in una condizione di stress”. Roberto è il più anziano dei due e vive della coltivazione di mais. I suoi campi, quando è il momento di procedere al raccolto, raggiungono i tre, quattro metri di altezza, mentre alcuni dei campi circostanti in mano ad altri coltivatori sono completamente secchi. Un triste spettacolo. Per l’irrigazione in estate le scelte sono due: mettere mano al portafoglio o darla vinta al caldo. “Noi però”, spiega Alberto, “investiamo nella sostenibilità e nell’innovazione, cioè in sistemi di irrigazione innovativi, nella selezione mirata delle varietà di piante, nell’analisi puntuale del terreno e nella consulenza e stretta collaborazione con Schär. Si tratta sicuramente di uno sforzo in più, ma ci garantisce un rendimento assicurato e un processo di maturazione del mais costante.”

materie prime senza glutine, cereali senza glutine, grani senza glutine, prodotti senza glutine, filiera senza glutine

La trepidante attesa prima del mulino... Tutto è bene quel che finisce bene

Domani Alberto Soldà scoprirà se tutti i suoi sforzi saranno ripagati. Quando la grande mietitrebbiatriceraccoglie le pannocchie e i rimorchi partono a pieno carico, per Alberto inizia una trepidante attesa. Il mais viene portato al mulino incaricato da Schär, certificato per la macinazione senza glutine. Qui vengono prelevati dei campioni e fatte delle analisi. Il coltivatore deve armarsi di tanta pazienza e aspettare. Se i risultati soddisfano in pieno tutti i criteri, Alberto potrà scaricare il mais per Schär. In caso contrario, la materia prima non potrà essere utilizzata per le lavorazioni senza glutine e l’agricoltore dovrà trovare un altro acquirente. Joseph preleva da ogni campo alcuni campioni, separa i chicchi di mais dalle pannocchie e ne misura il livello di umidità. Non può dire altro se non: “Perfetto!”.

materie prime senza glutine, cereali senza glutine, grani senza glutine, prodotti senza glutine, filiera senza glutine

Roberto ha presentato il suo raccolto il giorno prima e conosce già i risultati del mulino: “Zero tossine”, annuncia, e i suoi occhi brillano di gioia. Nel frattempo il sole è tramontato e i coltivatori sono estremamente fieri del loro lavoro: “È una bella sensazione sapere che il tuo mais, impiegato in prodotti senza glutine, aiuterà a migliorare la qualità della vita di alcune persone”, afferma Roberto sorridendo. “E noi di Schär siamo felici di avere agricoltori coscienziosi come voi, che prendono sul serio il loro lavoro e ci garantiscono sempre una qualità impeccabile”, sottolinea Joseph in segno di apprezzamento mentre ripone gli strumenti di misurazione. La giornata è finita. È giunto il momento di godersi un bicchiere di vino e i peperoni piccanti sottolio dell’orto di Alberto accompagnati da una bella fetta di pane Classico del Mastro Panettiere Schär: anche i nostri agricoltori lo mangiano di gusto!