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Quali erano i sintomi che hai avuto prima di scoprire di essere celiaca?

Avevo 10 anni quando mi hanno diagnosticato la celiachia, ma l’ho scoperto per caso perché sono asintomatica. Non avevo problemi particolari, se non una crescita molto lenta. Rispetto ai miei compagni di classe rimanevo molto piccola e nessuno riusciva a capirne il motivo. Solo quando feci degli esami del sangue per un’operazione e i medici videro dei valori anomali, mi sottoposero ad ulteriori esami e mi diagnosticarono la celiachia.

Quanto tempo ci è voluto per ottenere la diagnosi di celiachia?

Molto! Quando ero bambina io non c’erano ancora così tante informazioni sulla celiachia. Io poi sono di Rimini e all’ospedale di provincia non possedevano gli strumenti per poterla diagnosticare. Così i miei genitori mi hanno portata a Roma e dopo svariati esami mi hanno diagnosticato la celiachia.

Prima di essere diagnosticata avevi mai sentito parlare di celiachia?

No, mai! Erano gli anni ’90 e non c’erano altri bambini come me.

Come hai affrontato la diagnosi?

Ho cercato sempre di affrontare tutto con positività. Certo, all’inizio mi sentivo diversa dagli altri bambini, anche perché la scuola non era attrezzata e nessuno era informato. Poi mi sono accettata: ho deciso che non avrei più considerato la celiachia una malattia o un limine, ma una mia caratteristica, qualcosa che mi rendeva unica!

Avevi qualcuno vicino che ti ha aiutato ad affrontare la celiachia?

Avevo i miei genitori, che però non avevano preso la notizia molto bene, erano molto spaventati, soprattutto quando dovevo stare fuori casa a mangiare. Quindi decisi di lavorare su me stessa: è importante lavorare sulla propria interiorità, perché è dentro di noi che risiede la forza di andare avanti, e io ho cercato di lavorare interiormente per accettarmi. Perché per essere accettati dagli altri, è importante prima accettare noi stessi.

Ho anche avuto e ho tuttora amici molto cari, che non mi hanno mai fatto sentire diversa e che, anzi, fuori casa si preoccupavano moto che anche io potessi trovare qualcosa senza glutine. Ed è bello sentire l’affetto degli altri e sentirsi parte di un gruppo.

Quale consiglio dai alle persone che stanno aspettando di essere diagnosticate?

A chi ha appena scoperto di essere celiaco consiglio di cercare altre persone che hanno vissuto o vivono la stessa cosa, perché sentirsi parte di un gruppo, o di un network, aiuta. Condividere sensazioni, sfogarsi sui propri vissuti, sui sentimenti negativi che si possono provare ci può dare quella spinta in più per ricominciare. Io non ho potuto avere questo quando ero piccola, perciò per chi ne ha la possibilità consiglio proprio di condividere, esprimere il malessere, che è giusto e legittimo quando si riceve la diagnosi, così come avere paura per i cambiamenti, ma in gruppo si è più forti e qualcosa che sembrava un problema insormontabile può diventare un punto di forza.