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Il nome Tuscia, di origine latina, è stato dato dai romani a quell’ampio territorio che fu dominato e arricchito dalle popolazioni etrusche e che comprendeva una vasta area che ricopriva parte degli attuali territori del Lazio e della bassa Toscana.

Partiamo dunque da Viterbo, il capoluogo di provincia conosciuta anche come la Città dei Papi poiché fu sede Pontificia fra il 1257 e il 1281. Il suo centro storico vi catapulterà indietro nel tempo con i bellissimi palazzi duecenteschi egregiamente conservati e le magnifiche chiese: il Palazzo dei Papi ne è il simbolo ma non potete perdere la visita del Duomo, della Cattedrale romanica di San Lorenzo e dei quartieri medievali di Pianoscarano e San Pellegrino con i loro intrichi di vicoli avvolti in magiche atmosfere.

Viterbo

Imperdibile la visita di Viterbo durante il periodo natalizio con iniziative, mercatini e luci ovunque.

A Viterbo non c’è che l’imbarazzo della scelta per mangiare senza glutine. All’interno del centro storico, a pochi passi dal Duomo, troviamo ad esempio la Macelleria “La Vecchia Viterbo” con prodotti tipici locali gluten free.

Poco più avanti possiamo fermarci a cena al Ristorante "Il Labirinto" in Via San Lorenzo, che propone piatti tipi e cucina senza glutine e che in estate dispone di una bella terrazza per mangiare all’aperto.
Ma l’apice del gusto gluten free a Viterbo lo raggiungiamo con la pasticceria "Casantini" in Via Monte Bianco; non si trova all’interno del centro storico ma vale senza dubbio la pena di raggiungerla in macchina.

Il personale è gentilissimo e le preparazioni senza glutine sono tenute in un’area completamente separata dal resto. Pasticcini di ogni genere, lievitati da colazione, pane e rosticceria salata tutto davvero delizioso!
 

Prima di lasciare Viterbo, vi consiglio di dedicarvi una giornata di coccole alle terme. In questa zona ne troverete tantissime e di ogni tipo: le Terme dei Papi sono le più lussuose con un centro benessere e una piscina naturale aperta anche di sera; le Terme di Bagnaccio, a pochi chilometri, sono all’aperto con vasche dai 37 ai 50 gradi e hanno una tariffa d’ingresso del tutto accessibile; le terme libere sono infine sparse un po’ ovunque nei pressi della città e possono essere utilizzate da tutti in qualsiasi momento.

Lasciamo Viterbo per una visita veloce a Tuscania.

Tuscania

Situata a pochi chilometri di distanza da Viterbo, Tuscania va visitata per il suo suggestivo centro storico, per l’abbazia di San Giusto e il Museo civico con i suoi preziosi reperti etruschi provenienti dalle necropoli del territorio.
E per pranzo dove andiamo?
Io e la mia famiglia abbiamo fatto tappa a San Martino nel Cimino, frazione di Viterbo e piccolo centro dalla tipica urbanistica medievale ancora oggi visibile. Il borgo è molto piccolo ma vale la pena  visitare i resti dell’Abbazia Cistercense e il Palazzo Doria Pamphili

Dalla Piazza dell’Oratorio invece, si gode di un bellissimo panorama su tutta la zona circostante e sui tetti di San Martino.

Abbiamo scelto per il nostro pranzo domenicale, il Ristorante "La Ballaccia", nella centrale Piazza Buratti. Si tratta di un locale con cucina tipica di alto livello e con costi abbastanza elevati. Noi abbiamo scelto di condividere alcuni primi e poi provare la grigliata di carne con funghi e patate. Tutto molto buono e ottimi gli Gnocchetti al radicchio e gorgonzola così come le Pappardelle al cinghiale

Calcata. Il borgo degli artisti

Un ultimo luogo che voglio inserire in questo itinerario e che vi lascierà piacevolmente sorpresi, è un posto davvero unico e particolare; sto parlando di Calcata, il borgo degli artisti.

Questo minuscolo paesino, ha una storia antichissima che affonda le sue radici nel preiodo preistorico in quanto sito abitato. L’odierna Calcata invece, fu costruita su uno sperone di roccia tufacea e i primi ruderi risalgono addirittura all’epoca dell’alto Medioevo.
Intorno agli anni ’30 nel secolo scorso, questa città fu completamente abbandonata poiché a rischio crolli data la fragilità del terreno su cui era costruita.
Fu solo negli anni ’60 che Calcata venne riscoperta da scultori, architetti, fotografi e artisti in genere che, ancora oggi colorano i vicoli  di questo caratteristico e un po’ bohemien angolo di Tuscia.
Un angolo sicuro invece, per mangiare senza glutine e a chilometri quasi zero, è un ristorante dal nome molto particolare; La Latteria del Gatto Nero.

Il locale è semplice ma colorato, piccolo ma accogliente e il personale è delizioso specie il Signor Fabio che ci accoglie e ci fa compagnia come se fossimo vecchi amici. E’ bello chiacchierare con lui e farsi raccontare che questo locale è nato nel 1878 come galleria d’arte, ludoteca e sala da tè. Ma solo per metà! Si perché l’altra metà era l’emporio del paese e chissà…forse è da qui che è partito il nome di Latteria. Perché del Gatto? Beh…a Calcata i gatti sono ovunque!

La cucina di questa locanda è semplice e rispettosa delle tradizioni e degli standard di genuinità che ci si aspetta in un piccolo centro. In questo modo il Signor Fabio limita moltissimo l’utilizzo di alimenti con il glutine e ci garantisce la bontà e la sicurezza di alcuni piatti tradizionali; pochi ma buoni!
Noi abbiamo provato la classica Polenta con spuntature e salsiccia disponibile anche ai formaggi e poi un piatto davvero delizioso: La zuppa di ceci e castagne al rosmarino.

Il nostro breve tour della Tuscia viterbese può dirsi quasi terminato-
Si perché prima di tornare a casa, è d’obbligo una passeggiata nei boschi del Parco Regionale Valle del Treja che ospita fra l’altro, un’ attrazione unica nel suo genere; il Museo Opera Bosco dove, su quasi due ettari di territorio, fanno bella mostra di sé circa quaranta incredibili opere,  realizzate solo con materiali naturali e rappresentanti vari tipi di oggetti.

Vi ho convinti dunque a organizzare un weekend in terra Etrusca?
Buon viaggio a tutti ma…senza glutine!