Tali indicazioni non sono immutabili nel tempo (per fortuna!), e grazie all’evoluzione e ai miglioramenti dei processi di produzione e lavorazione degli alimenti, possono essere introdotte delle modifiche agli alimenti concessi o vietati, come già successo in passato.
Negli ultimi giorni c’è stata un’importante novità sulla classificazione delle bibite gassate addizionate con edulcoranti, che ha portato a rivedere le indicazioni nella categoria “alimenti a rischio” di cui facevano parte. Gli alimenti a rischio sono quelli che potrebbero contenere glutine in quantità superiore ai 20 ppm o a rischio di contaminazione durante i processi di produzione o stoccaggio, e le bibite analcoliche gassate (gassosa, acqua tonica, aranciata, cola, chinotto) in versione light o zero finora appartenevano a questa categoria e necessitavano del claim “SENZA GLUTINE” in etichetta per essere idonee al consumo da parte del celiaco.
Un approfondito studio svolto dal Ministero della Salute insieme alle associazioni di categoria Assobibe e Unionfood ha stabilito che da oggi si possono ritenere idonee al consumo, indistintamente tutte le bibite analcoliche frizzanti. Nella categoria delle bevande gassate, rientrano anche le bevande “light” o a zero contenuto calorico, come da esempio le bevande “zero”. Lo studio ha evidenziato che anche per questa tipologia di bevande è scontata l'assenza di glutine, in quanto gli additivi utilizzati come edulcoranti non lo contengono.