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Le persone a cui è stata diagnosticata la celiachia e l'intolleranza al glutine devono seguire una rigorosa dieta priva di glutine. Qui vi offriamo informazioni sulle regole e sulla certificazione dei prodotti gluten free e vi diamo consigli su come leggere le etichette degli alimenti per verificare la presenza di glutine.

Normative USA e UE sull'etichettatura degli alimenti

Secondo l'ente statunitense Food & Drug Administration (FDA) gli alimenti che riportano l'etichetta "senza glutine", o varianti della stessa come "gluten free", "privo di glutine" o "no glutine", devono contenere meno di 20 parti per milione (ppm) di glutine. Perchè non zero ppm? Ebbene, la FDA afferma che 20 ppm è il livello più basso che può essere rilevato in modo affidabile negli alimenti utilizzando metodi di rilevamento del glutine scientificamente validati. Questo livello è anche condiviso da altri Paesi e organismi internazionali come livello minimo accettabile, in quanto la maggior parte delle persone affette da celiachia può tollerare l'ingestione di quantità così piccole di glutine.

Oltre al limite di 20 ppm, le norme della FDA consentono a un produttore di alimenti di etichettare il proprio prodotto come gluten free se non contiene:

  • Un ingrediente che sia un qualsiasi tipo di grano, segale, orzo o incroci di questi cereali,
  • un ingrediente derivato da questi cereali che non è stato trattato per rimuovere il glutine, o,
  • un ingrediente derivato da questi cereali che è stato trattato per rimuovere il glutine e da cui si è ottenuto un alimento contenente più di 20 ppm di glutine.

Anche l'Unione Europea (UE) utilizza il livello di 20 ppm di glutine come limite legale per gli alimenti che possono essere etichettati come privi di glutine. Oltre ai prodotti specializzati senza glutine, compresi gli alimenti che contengono amido di frumento deglutinato, l'etichetta senza glutine può essere utilizzata anche su prodotti a base di avena non contaminati.     

Nei paesi europei è anche possibile trovare prodotti come pane e miscele di farina etichettati come “a bassissimo contenuto di glutine”. Questi prodotti contengono in genere amido di frumento deglutinato con un livello di glutine compreso tra 21 e 100 ppm.  

Programmi di certificazione gluten free

Come si certifica un prodotto come gluten free?La certificazione gluten free è un processo concepito per proteggere i consumatori affetti da celiachia e da altri disturbi correlati, come l'intolleranza al glutine o la sensibilità al glutine non celiaca, confermando che un prodotto ha rispettato rigorosi standard di assenza di glutine prima di affermare che è sicuro per il consumo.  

Diversi organismi gestiscono programmi di certificazione gluten free, ciascuno con i propri criteri e aree di attività volte a garantire la sicurezza dei consumatori:

  • La Gluten-Free Certification Organization (GFCO) certifica migliaia di prodotti. La GFCO ispeziona i rivenditori, i produttori e gli agricoltori utilizzando valutazioni del rischio, controlli degli stabilimenti e test delle attrezzature e dei prodotti, sia presso gli impianti sia presso i punti di acquisto dei consumatori. I prodotti finiti che hanno il logo GFCO devono contenere 10 ppm o meno di glutine.
  • Il Programma di certificazione senza glutine (GFCP) garantisce che i prodotti soddisfino i requisiti normativi del Paese in cui vengono venduti. Dal 1996 i tecnici del GFCP hanno certificato 30.000 siti lungo tutta la catena di approvvigionamento.  
  • NSF International opera dal 1944 nella promozione di standard di salute pubblica e comprende un programma di certificazione senza glutine allineato alla Gluten-Free Labelling Final Rule della FDA.

 

Cercate il logo certificato gluten free

I prodotti senza glutine possono presentare loghi diversi a seconda del programma di certificazione che garantisce il prodotto e il suo livello di glutine. I prodotti senza glutine certificati GFCO sono tradizionalmente contrassegnati dalle lettere maiuscole “GF” in un cerchio, anche se il simbolo è stato recentemente rinnovato con una “g” minuscola.

Nel Regno Unito, in Europa e altrove, è possibile vedere il simbolo gluten free della Spiga Barrata, della Coeliac Society (Coeliac UK). Questo simbolo indica che il prodotto è stato testato e certificato come sicuro per chiunque segua una dieta priva di glutine.  

Cosa devono contenere gli alimenti etichettati come privi di glutine?

Come abbiamo visto sopra, un'etichetta certificata senza glutine garantisce che l'alimento non contenga più di 20 ppm di glutine, e talvolta anche meno, come nel caso dei prodotti senza glutine certificati GFCO.  

L'agenzia britannica Food & Drink Federation ha recentemente aggiornato le sue linee guida sull'etichettatura senza glutine per garantire che l'avena sia ancora indicata come allergene, anche quando l'avena è certificata come non contaminata da glutine oltre il limite di 20 ppm.Un numero ristretto di celiaci è sensibile all'avena senza glutine, che può essere contaminata se prodotta negli stessi impianti in cui si trovano prodotti contenenti grano, orzo e segale.

Consigli per comprare alimenti senza glutine

Come leggere le etichette per il glutine?Si tratta di un aspetto fondamentale per le persone affette da celiachia, sensibilità al glutine non celiaca, o che seguono una dieta priva di glutine per altri motivi  

Oltre a cercare i simboli e le certificazioni gluten free, bisogna sempre controllare l'elenco degli ingredienti. Frumento, orzo, segale e avena sono ingredienti fondamentali da controllare.  

Non dimenticate che senza frumento non significa necessariamente senza glutine.

Controllate anche la presenza di eventuali avvertenze sugli allergeni, che possono escludere rapidamente un prodotto se contiene un cereale contenente glutine. (Si noti che in alcuni Paesi le dichiarazioni di avvertenze sugli allergeni sono volontarie). Tuttavia, ci possono essere delle differenze in merito agli ingredienti che devono essere elencati come allergeni; negli Stati Uniti, l'orzo e la segale non sono tra i primi otto allergeni che devono essere elencati.

Anche se l'elenco degli ingredienti può essere chiaro, spesso alla fine compare la dicitura “può contenere”. Questo è un altro aspetto da tenere presente. “Può contenere tracce di glutine” o “prodotto in uno stabilimento che tratta anche frumento” sono esempi di altri prodotti da evitare.Tenete presente che in alcuni Paesi le indicazioni “può contenere” non sono obbligatorie.

Infine, fate attenzione agli alimenti appena preparati e preconfezionati sul posto per la vendita, come le torte in una pasticceria. In queste attività commerciali, spesso la politica migliore è quella di chiedere una spiegazione completa degli ingredienti o delle possibili contaminazioni.