La celiachia e le sue complicanze

La celiachia e le sue complicanze

Elena di Paneamoreceliachia ci racconta quali complicanze comporta la celiachia e come affrontarle al meglio!

La celiachia è una malattia autoimmune che si cura con una rigida dieta senza glutine. Come da qualsiasi malattia autoimmune però, dalla celiachia non si guarisce, ma si cerca di ottenere la remissione del paziente.

Cosa significa andare in remissione? Vuol dire attenuare e progressivamente far scomparire i sintomi legati all'assunzione di glutine, che scatena la risposta immunitaria nel nostro corpo.

Questo implica che un celiaco dovrà convivere per tutta la sua vita con un corretto e attento regime alimentare gluten-free e potrà stare bene.

Proprio per questa ragione, mi stupisco molto quando, chiacchierando con qualche celiaco (non per forza neo diagnosticato, ma anche un "vecchio" celiaco) gli sento dire: “Ogni tanto mi concedo uno strappo alla regola e mangio una pizza o un dolce glutinoso!”

Forse per me che sono sempre stata sintomatica, che ho avuto dei momenti di grande disagio a causa di crampi fortissimi anche solo in caso di contaminazione accidentale, questo atteggiamento è incomprensibile. Ho provato a documentarmi per capire se oltre al disturbo immediato, la celiachia trascurata o non curata possa condurre a complicanze.

Ho trovato le informazioni sulla celiachia e le sue complicanze, nel Protocollo Diagnosi pubblicato nel 2015 dal Ministero della Salute e quello che ho capito è che:

"Fattori predisponenti allo sviluppo di complicanze sono rappresentati da una diagnosi tardiva e/o da una insufficiente compliance alla dieta aglutinata."

Quindi le complicanze che possono sopraggiungere sono imputabili ad una diagnosi arrivata in ritardo e al mancato rispetto della dieta senza glutine in un celiaco diagnosticato.

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Quali sono le complicanze possibili?

Le complicanze a cui si fa riferimento nel protocollo sono: la celiachia refrattaria, il linfoma T, l'atrofia della milza.

La celiachia refrattaria si manifesta con la persistenza dei sintomi e soprattutto delle lesioni intestinali, nonostante la dieta senza glutine. Quindi, pur facendo attenzione a ciò che mangia e alle possibili contaminazioni, il celiaco continua a stare male. Nel documento del Ministero della Salute, sono indicati esami specifici da fare, per escludere che si tratti di altre patologie (intolleranza al lattosio o altre enteropatie) che potrebbero manifestarsi con danni intestinali. La celiachia refrattaria è una condizione molto difficile da affrontare, poichè a fronte di un regime dietetico restrittivo non vi è nessun miglioramento del quadro clinico.

Il linfoma T si manifesta nell'intestino tenue, attraverso noduli e causa perforazioni intestinali. Si tratta di una forma tumorale che colpisce prevalentemente pazienti in età avanzata, di sesso maschile e/o con precedente diagnosi di celiachia refrattaria.

L'atrofia della milza invece causa una riduzione della produzione di anticorpi contro alcuni batteri (pneumococco, meningococco ecc.). e rappresenta una condizione pericolosa. Chi ne soffre ha un rischio notevolmente aumentato di sviluppare gravi complicanze infettive.

Queste informazioni hanno rafforzato la mia convinzione che sono stata fortunata a giungere in breve tempo alla diagnosi di celiachia (avevo già 28 anni e i disturbi che presentavo, si manifestavano già da alcuni mesi). Non dico che sia facile e che non mi costi rinunce e piccoli disagi, ma la dieta senza glutine resta la sola arma per allontanare il più possibile il rischio di sviluppare complicanze molto serie.