Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile?

Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile?

Con sindrome dell’intestino irritabile (chiamata anche SII, o IBS, acronimo dell’inglese Irritable Bowel Syndrome) si intende un disturbo funzionale dell’intestino.

Nonostante numerose visite mediche e un esame approfondito, spesso non viene individuata nessuna causa fisica. Tuttavia, i disturbi nel tempo non possono essere ignorati, perché peggiorano sensibilmente la qualità della vita.

Quali sintomi si manifestano?

I sintomi dell’intestino irritabile sono molteplici e vanno da flatulenza e stitichezza a diarrea, sensazione di pesantezza e dolori addominali. Anche altri sintomi come stanchezza, spossatezza, umore depressivo, mal di testa e dolori agli arti o disturbi circolatori si manifestano spesso in combinazione o come conseguenza di una sindrome dell’intestino irritabile.

Come si arriva a una diagnosi?

Si arriva alla diagnosi quando i sintomi non si lasciano ricondurre ad alcuna causa organica o patologica e limitano fortemente la qualità di vita del paziente. Le linee guida sulla sindrome del colon irritabile identificano tre criteri utili a definire la sindrome negli adulti:

  • le alterazioni nel processo digestivo e nell’evacuazione (ad es. dolori addominali, flatulenza, ecc.) durano per più di tre mesi e si sviluppano fino a diventare disturbi intestinali cronici;
  • i disturbi sono così forti che il paziente richiede il consulto medico e avverte una riduzione della sua qualità di vita;
  • non sono presenti altri quadri clinici (ad es. celiachia) che potrebbero essere causa di tali sintomi.

Altri criteri detti Roma III,  identificano ulteriori sintomi a sostegno della diagnosi quali evacuazione difficoltosa associata ad uno stimolo impellente e a forti dolori, flatulenza e altri. La IBS si manifesta in tutte le classi d’età, ma incorre soprattutto in persone di età compresa tra i 35 e i 50 anni.

Il diario alimentare e la dieta di esclusione

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Se ogni apparato digerente è unico nel suo genere, anche la terapia deve essere personalizzata. Non esiste una terapia standard per la SII, ma con un po’ di pazienza ed evitando in modo mirato alcuni alimenti, si può studiare un piano alimentare individuale che, tra l’altro, può aiutare a calmare il tuo intestino e a aumentare la tua qualità di vita. Aiutati scrivendo un diario alimentare e fatti seguire da una dietista o nutrizionista, oppure dal tuo gastroenterologo di fiducia.

Contribuire alla terapia con una dieta LOW-FODMAP e senza glutine

In molte persone toccate dal problema, il consumo di prodotti senza glutine ha migliorato in misura significativa l’insorgere di dolori, flatulenza e stanchezza, nonché la consistenza delle feci. Tuttavia, è importante che prima siano state escluse la celiachia e l’allergia al grano. Inoltre, si dovrebbe chiarire con il medico curante o con il nutrizionista se nel nuovo programma alimentare debbano essere limitati i cosiddetti FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi e monosaccaridi fermentabili nonché polioli). Questa forma di alimentazione fornisce risultati molto promettenti e, da qualche anno, alcuni medici utilizzano la dieta LOW FODMAP come prima strategia terapeutica.