Come lo dite: “Sono celiaco?”

Come lo dite: “Sono celiaco?”

Ma voi come lo dite che siete celiaci? Non vi provoca un certo imbarazzo? Non pesate bene le parole cercando di far capire a chi vi sta di fronte che avete un’esigenza particolare? 

Non vi ponete il problema di chiederlo nel modo più gentile ed educato possibile, nonostante in quel momento per tutta una serie di motivi, avreste solo voglia di addentare un panino qualsiasi? Per esempio, da quando è stata accertata la mia intolleranza al lattosio, andare il gelateria non è più lo stesso!

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I miei gusti preferiti erano nocciola e caffè; quelli alla frutta neanche li guardavo, mentre adesso sono gli unici che posso mangiare! Una vera ingiustizia, a cui si somma lo sguardo non sempre gentile del commesso di turno.

Dichiarare di avere una intolleranza non è una cosa semplice, se poi ne sommi più di una, ti viene voglia di tornare a casa digiuna!

Cerchi di porti nel modo più accomodante e gentile possibile nei confronti del tuo interlocutore, ma spesso e volentieri appari ai suoi occhi come il rompiscatole e malato immaginario di turno. L’atteggiamento con cui ci si pone, nella richiesta, è (inconsciamente) quello di chi si sente in colpa. Di cosa poi? Non è che uno ha scelto deliberatamente di sentirsi male se ingerisce il glutine o il lattosio!

In realtà lo si fa per cercare di prevenire una reazione negativa, sperando che un atteggiamento da “zerbino”, provochi empatia; ma quasi mai questo avviene! Certo, per qualcuno sarà facile dire che chiedere un pasto/gelato/pizza senza glutine o lattosio, non sia niente di cui preoccuparsi e vergognarsi, ma dovrebbero provare in prima persona!

Perché se è vero che basterebbe scegliere un locale già informato, è anche vero che nonostante l’aumento dell’offerta, ci siano ancora un sacco di posti in cui non si trova un granché, pertanto bisogna munirsi di pazienza e partire alla ricerca del pasto del giorno! Poi se sei con gli amici, ognuno ha la sua teoria per cui “uno strappo alla regola, non può farti così male!”, “sono allergico anche io alla buccia della pesca, ma se mangio la pesca non mi succede niente”, “non ti preoccupare è pasta di farro senza glutine!” ecc.

Quindi cosa continui a dirlo a fare che sei celiaco? Eppure bisogna! Anche se la pazienza a volte manca e si viene assaliti dallo sconforto! Potreste sempre ovviare (quando siete al massimo della sopportazione) di dire semplicemente “sono a dieta”.

Non state mentendo, e come per magia, tutti smettevano di insistere e di dare le loro opinioni…Assurdo vi pare? Al giorno d’oggi si comprende di più chi fa scelte alimentari dettate dall’estetica o dall’etica di chi soffre di una seria intolleranza!

Eleonora