Togliere il glutine prima della diagnosi di celiachia

Togliere il glutine prima della diagnosi di celiachia

Che cosa accade se avendo dei disturbi che ritenete collegati all’assunzione di glutine, decidete di togliere il glutine prima della diagnosi di celiachia?

Rischiate di non venire più a capo del vostro problema di salute.

Un celiaco con l’adesione corretta alla dieta torna in buono stato di salute. Scompaiono i valori alterati degli anticorpi nel sangue e anche i disturbi correlati. Quindi è subito evidente che non c’è la possibilità per il medico di diagnosticare con certezza la celiachia se il paziente ha smesso da tempo di assumere glutine. Per scongiurare questo rischio e fino a quando non si giunge ad una diagnosi è indispensabile mantenere una dieta libera.

Anche io mi sono trovata di fronte al dover offrire cibo con glutine a mia figlia di 4 anni, nonostante lamentasse forti mal di pancia. Non è stato facile.

Quando mi accorsi che non stava più prendendo peso e che negli ultimi  mesi non era cresciuta nemmeno di un centimetro, cominciai a darmi da fare per contattare un gastroenterologo pediatrico. Con una mamma celiaca come me, aveva maggiori probabilità essere predisposta e di scatenare la celiachia…

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In cuor mio ero sicura fosse la celiachia, ma anche quando facemmo i prelievi di sangue e risultarono i valori degli anticorpi alti, il gastroenterologo insistette affinchè non iniziassi con la dieta senza glutine. Abbiamo aspettato 2 mesi per fare la gastroscopia (a causa di liste d'attesa molto lunghe) e soffrivo ogni volta che le davo da mangiare piatti glutinosi, ma il medico mi aveva detto che le avrei fatto molto più male se un eventuale danno della mucosa si fosse ridotto a causa della dieta senza glutine e non fossimo riusciti ad arrivare ad una diagnosi certa.

Dalla gastroscopia si evidenziò subito un danno intestinale, classificato di tipo Marsh 3C, con atrofia totale dei villi, e con quei dati alla mano il medico mi autorizzò ad iniziare la dieta gluten free

Da quel momento con tanta attenzione alle contaminazioni e tanta costanza nel proporre piatti che le piacessero, nel giro di 18 mesi riuscimmo ad ottenere la remissione dei sintomi e ad avere degli esami perfetti.

Vi trovate nel limbo di una diagnosi incerta? Posso solo suggerire di utilizzare le indicazioni dell’Associazione Italiana Celiachia per la reintroduzione del glutine per venire a capo della spinosa questione.

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Il protocollo prevede prima di tutto di eseguire le analisi genetiche ed individuare la predisposizione con la presenza dei geni DQ2 e/o DQ8.

Se risulterete portatori dei geni, dovrete alimentarvi seguendo una dieta libera (con glutine!) per 3 mesi almeno. Solo dopo questo periodo potrete effettuare gli esami AB- Anti transglutaminasi. Se risulteranno positivi, dovrete sottoporvi alla gastroscopia. Se negativi, dovrete continuare la dieta libera e rifare gli esami del sangue prima ogni due mesi (per tutto il primo anno), successivamente ogni sei mesi.

Nel caso di diagnosi di un bambino, i tempi di reintroduzione del glutine si riducono a 6 settimane, quindi  si effettueranno gli esami del sangue e in base ai risultati si procederà con un’eventuale gastroscopia.