Croci e delizie del viaggio da celiaci in tutto il mondo

Croci e delizie del viaggio da celiaci in tutto il mondo

Sono Simonetta e la celiachia mi ha fatto scoprire una passione che era latente: la cucina.

Da quello che potrebbe sembrare inizialmente come una limitazione nasce la voglia di sperimentare, il gusto, scoprire gusti e sapori. Con il mio blog www.glu-fri.com propongo ricette semplici adatti a tutti con la passione per torte e pasticcini che se il glutine sono più ricchi!

Viaggiare senza glutine, croce e delizia. Sono passati ormai 10 anni dalla mia diagnosi di celiachia e devo dire che non mi sono mai fatta fermare da questa condizione, è altrettanto vero che in giro per il mondo ho fatto un’involontaria formazione a camerieri e chef sulle specifiche necessità di chi deve magiare senza glutine e deve essere estremamente attento alla contaminazione.

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La mia peggiore esperienza l’ho fatto qualche anno fa in Argentina, a Buenos Aires. Era un caldo dicembre australe, mio marito, mia figlia, ed io avevamo girato in lungo e in largo per la città ed eravamo decisamente stanchi e un po’ affamati.

Arrivato il momento della cena siamo stati invitati da amici in un classico ristorante tradizionale, dove le famiglie vanno a cenare insieme il fine settimana, specializzato in cucina cosiddetta “internazionale” e, ovviamente, in carne.

Ero sicurissima di trovare nell’ampio menù del ristorante qualcosa di adatto, anche solo un’insalata.

Appena arrivata dopo i saluti affettuosi degli amici, ho iniziato a dare uno sguardo al menù e mi sono accorta che non c’era nulla che non potesse essere contaminato. Persino la griglia, perché grigliavano anche pizze e pani.

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Ho chiesto al cameriere cosa poter mangiare data la mia celiachia con conseguente impossibilità di mangiare glutine e il poveretto ha allargato gli occhi stupiti. Ho capito che il piccolo docente che era in me doveva uscire fuori e subito. Ho spiegato cosa è il glutine, dove si trova e come può contaminare le pietanze.

Abbiamo scorso con attenzione le varie opzioni del menu, e ovviamente la prima scelta è andata sulla carne.  Il cameriere andò cucina a chiedere conferma e il risultato ero stata: “no la carne può essere contaminata”.

La seconda scelta, ovviamente, erano le insalate. Il cameriere tornò un’altra volta in cucina, ma si ripresentò mogio, mogio, neanche le insalate andavano bene, avevano già i crostini di pane per rapidità di servizio.

Insomma questo teatrino è andato in scena tre o quattro volte, con evidente ostruzionismo da parte della cucina.

Alla fine ho chiesto un pomodoro, intero, lavato e basta. L’ho condito da sola, con olio e sale, e me lo sono mangiato. Alla fine ho anche passato una piacevole serata, con la cosa più importante, l’affetto della mia famiglia e dei miei amici, sicuramente però il sapore di quel pomodoro non lo scorderò mai.

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In compenso, un paio di anni dopo ho avuto un’esperienza sublime in una città che tutti i celiaci non considerano molto amichevole nell’offerta senza glutine: Parigi.

Anche questa volta eravamo invitati da amici, siamo andati in una piccola e caratteristica trattoria nella periferia sud di Parigi, gestita da un padrone che trasmetteva la sua passione per la cucina solo a guardarlo.

Gli spiego che sono celiaca e non posso mangiare glutine e la risposta è stato un “pas de probleme”, nessun problema, con tanto di occhiolino. Mi sono fidata subito di quel cuoco francese così entusiasta.

Senza guardare il menu, e con solo poche domande sulle mie preferenze si gusto, mi ha portato un paté delizioso con pane senza glutine, poi una gustosissima entrecôte con timballino di verdure e nessuna salsina strana sopra. Il tutto era perfetto. Perfetta la cottura, straordinaria la combinazione di sapori nel timballino, una delizia.

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Al momento dei dolci come al solito, rassegnata, ho detto che non credevo che ci potesse essere qualcosa adatto. Avevo visto un’incredibile esposizione di torte, e pensavo che tutta l’offerta fosse molto farinacea e glutinosa.

Il signore con sorriso alla Gargantua, mi disse: “mia cara, ma lei è a Parigi, la patria della pasticceria. Si fidi di me, niente glutine e dolci fantastici”.

Mi è arrivato un piatto di porcellana con quattro assaggi: una spumosissima mousse di cioccolato, un soufflé glacé di fragola, e una piccola pavlova con frutta. Erano deliziosi dolci al cucchiaio, dove la presenza di farina non è neanche lontanamente prevista, una scelta da vero conoscitore.

Anche di quel signore appassionato e della sua cucina avrò un ricordo eterno.