Scoprire la celiachia da adulti: l’inizio di una nuova vita

Scoprire la celiachia da adulti: l’inizio di una nuova vita

Avevo da parecchio tempo, dei disturbi classificati come esofagite da reflusso, gastrite, sindrome del colon irritabile. Venivo da un periodo stressante (mi stavo laureando in architettura) e restavo spesso a pranzo in Università. Un panino al volo, un pezzo di focaccia, un trancio di pizza erano all’ordine del giorno.

Avevo da parecchio tempo, dei disturbi classificati come esofagite da reflusso, gastrite, sindrome del colon irritabile. Venivo da un periodo stressante (mi stavo laureando in architettura) e restavo spesso a pranzo in Università. Un panino al volo, un pezzo di focaccia, un trancio di pizza erano all’ordine del giorno.

Di fronte a questi disturbi, i medici interpellati (il medico di base prima e un nutrizionista poi) mi suggerivano di ridurre cioccolata, salumi e alimenti grassi. Nessun miglioramento anzi, iniziavo a perdere peso e ad avere continui crampi alla pancia. Mi hanno ridotto le verdure, i legumi, i fritti. Praticamente mi alimentavo di sola pasta in bianco e pane con il pomodoro. Potete quindi immaginare come in pochi mesi il mio quadro clinico sia precipitato, nutrendomi solo di quello che mi faceva più male.

Il mio medico di base, per cui ero e sono ancora oggi l’unica paziente celiaca, non sapendo che pesci prendere mi ha indirizzato ad un internista e quest’ultimo mi ha fatto fare una gastroscopia per iniziare degli approfondimenti diagnostici generali. Mi ricordo ancora quando mi hanno detto che avevano prelevato dei campioni di mucosa di stomaco e del duodeno… “Si è reso necessario un prelievo istologico” fu la frase che mi gelò il sangue.  Dopo quasi un mese in attesa del referto, al ritiro il gastroenterologo mi disse: “signora temevano per il peggio… È solo celiaca!” Insomma… all’inizio quel “solo” non mi sembrava così poco.

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A distanza di 12 anni da quella diagnosi, dopo una rapida ripresa, 2 gravidanze (di cui una gemellare) ho capito che cosa voleva dire: niente farmaci, nessuna terapia solo una dieta bilanciata e senza glutine che mi ha rimesso in forma nel corpo e nello spirito. Inutile dirvi quanto io sia consapevole della grande fortuna che mi è toccata.

Nel corso di questi anni ho parlato con tante persone che hanno vissuto un calvario di visite mediche, fatto tanti esami prima di arrivare ad una diagnosi certa. Ed è per questo che mi sento di dare un solo consiglio, quello di non smettere di assumere glutine solo sulla base della vostra idea, del consiglio di un amico o della moda del momento.

Sospendere l’alimentazione con il glutine potrebbe complicare il quadro diagnostico e impedire una corretta diagnosi di celiachia. Se avete dei disturbi e pensate possa trattarsi di celiachia, affidatevi ad un centro abilitato alla diagnosi e seguite correttamente l’iter diagnostico. Individuate con certezza il problema e ottenuta la diagnosi siate ferrei nella dieta. Tanti consigli e suggerimenti potrete trovarli qui.

La vostra vita ricomincerà, finalmente in discesa!

Elena